GIAPPONE. IL RICETTARIO.

Non so se ti sia mai capitato di mangiare la vera cucina giapponese.

Attenzione, non parlo della cucina giapponese che si trova nella maggior parte dei locali del nostro Paese, quella occidentalizzata per assecondare i nostri gusti.

Mi sto riferendo alla vera cucina giapponese.
Quella di tradizione millenaria.
Quella capace di toccare corde emotive così profonde da sconvolgere la giornata di chi ha l’onore di assaggiare determinati sapori.

Parlo di una cucina capace di emozionare. Di riportarci alla primordiale sensazione di benessere di quando eravamo bambini.

E mentre ne parlo sento in bocca il sapore dell’umami.

Ma cos’è l’umami?

In giapponese la parola umami significa “saporito”, ed è caratteristico del glutammato, un amminoacido presente in cibi altamente proteici, come carne e formaggio. “L’umami”, recita la definizione ufficiale dell’Umami Information Center, “è un gusto sapido piacevole che viene dal glutammato e da diversi ribonucleotidi, tra cui inosinato e guanilato, che si trovano naturalmente in carne, pesce, verdura e prodotti lattiero-caseari”.

In realtà, la sensibilità della lingua all’umami è nota già dal in giapponese vuol dire “saporito”, ed è caratteristico del glutammato, un amminoacido presente in cibi altamente proteici, come carne e formaggio. “L’umami”, recita la definizione ufficiale dell’Umami Information Center, “è un gusto sapido piacevole che viene dal glutammato e da diversi ribonucleotidi, tra cui inosinato e guanilato, che si trovano naturalmente in carne, pesce, verdura e prodotti lattiero-caseari”. In realtà, la sensibilità della lingua all’umami è nota già dal 1908, quando Kikunae Ikeda, docente di chimica all’Università Imperiale di Tokyo, isolò il gusto del glutammato monosodico lavorando al brodo di alghe. La notizia più recente, invece, è che questo sesto gusto, così poco conosciuto, fa bene alla salute. O, più precisamente: l’insensibilità all’umami si traduce in perdita di appetito, riduzione della salivazione, e diminuzione di peso, specie nei pazienti anziani, con conseguente degradamento dello stato generale di salute.

Se non si è capito io adoro la vera cucina giapponese.

I piatti tipici della cucina giapponese – sashimi, “sushi”, ramen e dolci – riscuotono ovunque un grande successo.

Una meravigliosa donna è riuscita a mettere su carta tutte le migliori (E ORIGINALI) ricette tipoche di questa millenaria cultura.

Si intitola GIAPPONE. IL RICETTARIO.

Grazie a questa straordinaria opera dell’acclamata scrittrice Nancy Singleton Hachisu, le specialità regionali e le preparazioni tradizionali dell’intero Arcipelago sono accessibili a tutti coloro che amano cucinare a casa propria. Attraverso le 400 ricette raccolte in questo volume, divise per portata in 15 capitoli, viene esplorata la cultura gastronomica di ogni area del Paese con zuppe, spaghetti, sott’aceto, piatti unici, dessert e molte ricette a base di verdure.
E, infine, un bellissimo e ricco capitolo dedicato agli chef annovera menu di famosi cuochi giapponesi che lavorano in tutto il mondo.

Che altro dire quindi?
Beh.. Che QUESTO è un testo da non perdere assolutamente e che, nella libreria di un appassionato di cucina, non può mancare per nessun motivo!

Se anche tu, come me, lo vuoi assolutamente tra le mani lo trovi QUI!

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